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IL NUOVO PROCESSO CIVILE, LE PRIME APPLICAZIONI - Convegno Nazionale (Convegno in Roma, Università E-Campus, 12 marzo 2010) |
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Intervento dell'Avv. Raffaele Plenteda dal titolo "Danni e spese processuali"
in cui viene affrontata la questione dell'interpretazione del nuovo terzo comma dell'art. 96 c.p.c.
Ecco alcuni passaggi dell'intervento di Raffaele Plenteda

... La sensazione che lascia la norma è quella di un forte potere, di carattere punitivo, attribuito al giudice.
Potere apparentemente non ancorato a presupposti giuridici sufficientemente rigorosi (“in ogni caso”), suscettibile di essere esercitato d’ufficio e sganciato, altresì, da riscontri oggettivi anche sotto il profilo del quantum ...
... il primo elemento dal quale partire è rappresentato dalla natura officiosa del potere attributo al giudice, il quale sottende – pertanto – la tutela di un interesse pubblico e non solo privato della parte processuale.
... La salvaguardia dell’interesse pubblico ad una giustizia sana e funzionale, dunque, passa attraverso l’affermazione del “ragionevole processo”, che affonda le radici nell’art. 111 Cost.: “giusto processo” inteso in un’accezione ampia di diritto di non essere coinvolto in un procedimento giudiziario se non nei limiti in cui ciò sia necessario e giustificato.
... il potere attribuito al giudice dal 3° comma dell’art. 96 c.p.c. può (“ed invero deve”) essere esercitato dal giudice nella prospettiva di tutelare l’interesse pubblico sopra richiamato e, quindi, allo specifico scopo di proteggere quel diritto individuale al “ragionevole processo” che, come abbiamo visto, è funzionale e prodromico alla affermazione dell’interesse pubblico ad una giustizia sana e funzionale. La norma, dunque, non conferisce al giudice un potere arbitrario, ma un potere discrezionale, che dovrà essere esercitato tutte le volte in cui il comportamento processuale della parte soccombente, pretestuoso e/o temerario, renda del tutto ingiustificato il coinvolgimento in un processo della parte vittoriosa.
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