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Capitale e patrimonio sociale

(Voce a cura dell'Avv. Giovanni Alessi)


Nel nostro diritto societario è possibile individuare, accanto alle norme che considerano le società come un’organizzazione (c.d. struttura organizzativa) alcuni principi fondamentali che hanno riguardo ai valori economici costituenti la c.d. struttura finanziaria della società.
Elementi fondamentali di tale struttura sono il patrimonio e il capitale sociale.

Il patrimonio sociale consiste in una entità variabile costituita dal complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società stessa.
Esso è inizialmente costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci, successivamente subisce variazioni quantitative e qualitative in relazione alle vicende economiche della società.
La sua consistenza è accertata periodicamente attraverso la redazione annuale del bilancio di esercizio.
Si definisce, poi, patrimonio netto la differenza positiva fra attività e passività (CAMPOBASSO).

Il patrimonio sociale costituisce la garanzia principale od esclusiva dei creditori della società, visto che, come regola, generale tutte le obbligazioni assunte dalla società sono garantite da esso.
Si ricorda, però, che in materia societaria esistono una serie di discipline che modificano l’operatività di tale principio riducendola o estendendola a seconda dei casi.

Da esso si distingue il capitale sociale, che consiste in un concetto formale, una cifra che esprime il valore in danaro dei conferimenti quale risulta dall’atto costitutivo della società.
Il legislatore, infatti, dopo aver disposto che i conferimenti devono rappresentare un valore effettivo almeno pari a quello assegnato loro dai soci, vale a dire il capitale sociale nominale, si limita a fissare (solo per le società di capitali) un limite minimo a tale valore, pari a centoventimila euro per le Spa e diecimila euro per le Srl.
Una misura che rimane fissa di fronte a qualunque mutamento della consistenza dell’attivo degli elementi patrimoniali e che può soltanto variare a seguito di una apposita deliberazione di aumento o di riduzione.

Attenta dottrina riferendosi al capitale sociale parla di un obbligo di costituire inizialmente attraverso i conferimenti, e poi mantenere per tutta la durata dell’iniziativa comune, un surplus attivo nel patrimonio della società tale da garantire che in ogni momento la differenza fra attività e passività sia almeno pari a un determinato ammontare (ASSOCIAZIONE PREITE).

La prima funzione del capitale sociale è quella di essere strumento fondamentale e necessario per l’esercizio dell’attività economica della società, dotando l’impresa sociale dei mezzi necessari per lo svolgimento dell’attività programmata (c.d. funzione produttivistica) (ASSOCIAZIONE PREITE Esso, inoltre, indica il valore delle attività patrimoniali (conferimenti) che i soci si sono impegnati a non distrarre dall’attività d’impresa per tutta la durata della società (c.d. funzione vincolistica) (CAMPOBASSO.

Il valore indicato nel capitale sociale indica, quindi, una frazione del patrimonio netto non distribuibile dai soci perché assoggettata ad un vincolo di destinazione all’attività sociale.

Altra funzione è quella di costituire base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo (diritto di voto) che patrimoniale (diritto agli utili).

Infine esso rappresenta una garanzia per i creditori sociali in quei tipi di società dove mancano i soci illimitatamente responsabili e dove l’unica garanzia per le obbligazioni assunte dalla società nei confronti dei terzi è rappresentata dal patrimonio sociale.

È necessario, in conclusione, analizzare brevemente le differenze principali tra queste due nozioni che nella pratica vengono spesso confuse.
Si può innanzitutto affermare che il patrimonio sociale indica un complesso di beni mentre il capitale designa un’entità numerica, la quale esprime in termini monetari il valore complessivo dei conferimenti.
Infine, a differenza del patrimonio sociale che varia nel tempo perché, inizialmente formato dal capitale sociale, subisce delle variazioni aumentando (ad esempio per effetto del maggiore valore acquistato dai beni in natura conferiti) o diminuendo in conseguenza delle perdite subite dalla società (GALGANO); il capitale è un’entità rigida, per modificarlo occorre una delibera assembleare che riformi l’atto costitutivo (per le società di capitali) o il consenso di tutti i soci (per le società di persone) trattandosi di una modifica dell’atto costitutivo.
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